Vincitori del concorso "The Next Champion"
- 9 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Siamo lieti di annunciare i vincitori di "The Next Champion", il bando promosso da Il Sesto Cerchio per la realizzazione di manifesti dedicati ai valori di accessibilità, inclusione, parità di genere e sport.
Delle 7 candidature pervenute per il concorso, e dopo un’attenta valutazione da parte da una giuria di esperti del network di Habitat ottantatre, sono stati individuati i tre lavori vincitori.
Di seguito presentiamo le opere classificate al primo, secondo e terzo posto.
The Next Champion - 1° POSTO
Chiara Bettega
Opera: "Body doesn't count"

Body doesn't count è un'opera di liberazione da quelli che sono i canoni estetici passati, attuali e futuri; vuole comunicare un senso di indipendenza da tutto ciò che viene contato, misurato e giudicato. Nello sport, come nella vita di tutti i giorni, il corpo con le sue forme, i suoi colori e le sue dimensioni non dovrebbe essere oggetto di misurazione, conteggio, punteggio o giudizio, ma un mezzo attraverso il quale possiamo esprimerci spontaneamente. Body doesn't count vuole liberare lo spettatore dal giudizio, permettendogli di acquisire consapevolezza su quanto possa muoversi ed esprimersi in libertà.
The Next Champion - 2° POSTO
Francesca Riello
Opera: "Nessun corpo è fuori gioco"

"Nessun corpo è fuori gioco" nasce dal linguaggio dello sport, dove essere in gioco significa partecipare, avere accesso, essere parte attiva. Entrare in gioco non è una capacità da conquistare, ma una possibilità da garantire. Attraverso lo sport, il progetto si espande al gioco della vita quotidiana: ogni giorno entriamo in sistemi di relazioni, spazi e regole. Ogni contesto deve essere progettato perché chiunque possa partecipare, senza esclusioni. Non esiste un corpo giusto o sbagliato. Esistono corpi che cambiano, attraversano e trasformano i contesti in cui agiscono. La parità non è un'idea astratta, ma una pratica concreta: si costruisce attraverso la presenza, la partecipazione e la relazione, così il corpo torna al centro.
A livello grafico questo principio prende forma attraverso la combinazione di forme e colori che generano diversi campi da gioco, ciascuno legato a discipline sportive e modalità di partecipazione differenti. Le variazioni visive rendono evidente la presenza di soggetti diversi, esprimendo un'idea di accessibilità universale in cui ogni corpo può trovare il proprio spazio ed entrare in gioco.
The Next Champion - 3° POSTO
Giorgia Giani
Opera: "I legami. La nostra forza"

Il progetto nasce dall’idea del nodo come gesto primordiale di connessione: qualcosa che esiste in natura, spontaneo e necessario, capace di tenere insieme ciò che è diverso.
Nei cerchi olimpici, i fili si intrecciano come persone che si incontrano nello spazio dello sport. Non si annullano le differenze, ma si trasformano in legami: fragili all’origine, ma sempre più solidi mentre si uniscono.
Il nodo diventa così simbolo di accessibilità, inclusione e parità: un punto in cui nessuno viene escluso e ogni identità trova il proprio posto all’interno di un’unica trama comune.
Lo sport si fa linguaggio universale, dove non esistono gerarchie ma relazioni, e dove la vera vittoria non appartiene al singolo, ma nasce dall’incontro.
Una vittoria fatta di persone che si intrecciano, e che proprio nell’essere diverse diventano una sola forza.
Accessibilità, inclusione e parità: nei fili che si intrecciano, nei legami che diventano sport.



